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Calabria – Rocca falluca

Notizie trovate in un paio di siti internet mi spingono ad arrivare a Carlopoli per poi chiedere dei ruderi di Rocca Falluca (CZ), ma quando provo capisco che l’impresa sarà più difficile del previsto. Mi viene detto che i ruderi non esistono e che andarvi è inutile. Insisto per sapere la strada da fare e allora mi vengono date indicazioni.

Al mio arrivo sul posto mi accoglie un cartello che sembra darmi ragione, alludendo a ruderi e a una località turistica. Eppure, alla fine della stradina che si deve imboccare, non c’è nulla, se non una ruspa ed i segni che questa ha lasciato sul terreno. Mi viene spiegato che noleggiare ogni anno il palco per la festa del patrono rappresenta un’incombenza perciò si è deciso di iniziare i lavori per costruire un palco in cemento armato che rimanga fisso. I ruderi mi viene detto che non ci sono.

Me ne vado, poi ci ripenso, ritorno. Chiedo ancora in giro. Altre due persone mi dicono che non ci sono più i ruderi, qualcuno dice di non saperne nulla. Alla fine un uomo mi spiega che devo oltrepassare il cancello di una proprietà privata, salire sulla collinetta che sovrasta la chiesa e poi cercarli. Lo faccio. Tutto quello che trovo è un muro di pietra, che sporge da un groviglio di erbacce. Tutto intorno terra smossa.

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Calabria – Pazzano

Si ha traccia, a Pazzano (RC), di estrazione del ferro sin dal periodo greco. Durante i Borboni era da qui che veniva la maggior parte della materia prima attraverso cui veniva armato l’esercito. Si pensa addirittura che il villaggio sia nato inizialmente in funzione delle miniere. L’ultima delle quali è stata chiusa nel 1929.

Ho quindi immaginato che la storia operaia del posto abbia lasciato un’impronta sui suoi abitanti, cercando di spiegare così le scritte di cui è ricoperto ogni muro del paese. Ovunque si leggono frasi di ispirazione comunista tracciate con lo spray. Che i tentativi di copertura rendono spesso più potenti.

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Calabria – Riace superiore

Negli ultimi 15 anni, grazie al lavoro dell’amministrazione comunale e dell’associazione Città Futura, nel piccolo borgo di Riace superiore (RC) si è sperimentato con successo un progetto di accoglienza migranti volto a ripopolare un paese altrimenti destinato all’abbandono. Tale progetto è rivolto a migranti di tutte le nazionalità, indipendentemente dalla regolarità burocratica, e volto ad inserirli attivamente nel tessuto urbano attraverso attività sociali ma anche attraverso il recupero di forme d’artigianato, locali o etniche.

In un vicolo incontro una signora liberiana che cerca di sbarazzarsi delle attenzioni di un vecchio del paese. Lui se ne va e saluta porgendo una mano che lei rifiuta di stringere. Le spiego, in seguito, che per noi è normale stringere la mano. Lei mi spiega che nella loro cultura è sconveniente.

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